mercoledì 7 settembre 2016

Reale e virtuale: la vita ed il suo specchio

Quando, pochi anni  addietro, ho compiuto i miei primi passi nell'universo del web, credo di avere sperimentato per la seconda volta nella mia vita sensazioni che appartengono al mondo dell'infanzia: cose come stupore, scoperta, curiosità, gioia... tutto era nuovo per me ed una sorta di incontenibile eccitazione mi accompagnava nello stabilire contatti, scambiare opinioni, "conoscere" persone, proprio come avviene a chi si affaccia per la prima volta alla vita. Il mondo virtuale è una interfaccia di comunicazione che modifica la nostra esperienza sociale: conosciamo i pensieri e le opinioni di una persona (almeno quelli dichiarati) prima di annusarla e di visualizzarla fisicamente ed inoltre, del suo contesto di vita reale il più delle volte sappiamo più nulla che poco, eppure questa non è la differenza sostanziale tra la socialità reale e quella virtuale. La differenza sostanziale è un'altra.

giovedì 1 settembre 2016

Fine stagione: utero in saldo

Così il 22 Settembre avremo il #fertilyday: giornata di sensibilizzazione istituita dal Ministero della Salute per i cittadini italiani sul problema della denatalità in Italia. Gli eventi si svolgeranno a Roma, Bologna, Catania e Padova e prevedono "tavole rotonde" di discussione e confronto sul tema, nonché allestimento di "villaggi della fertilità" dove verranno offerti screening e consulenze. Lo scopo dichiarato dal Ministero è di valorizzare la genitorialità, allertare sui rischi della denatalità in Italia ed informare sulle condizioni e sui disturbi che possono causare infertilità negli uomini e nelle donne. Quello che ha generato polemiche sono i messaggi trasmessi dalle "cartoline" diffuse dal Ministero per pubblicizzare l'iniziativa nei media: in particolare i ripetuti inviti a sbrigarsi, perché da giovani è meglio e non si resta fertili per sempre: insomma ci sarà la menopausa e l'età "avanzata" rappresenta un fattore di rischio in gravidanza.

giovedì 25 agosto 2016

Le tragedie degli altri

I telegiornali del mattino davano 247 morti accertati nel sisma che ha interessato il centro Italia: significa che questo è il numero di cadaveri che sono riusciti a recuperare, ma i dispersi sono un numero imprecisato ed ormai si scava con le ruspe, vale a dire che il disperso è morto con ogni probabilità, non ci si aspetta di estrarre alcuna persona ancora viva dalle macerie. I social traboccano di commenti e post, che (piaccia o meno) rispecchiano l'anima e l'emotività del paese: io mi sono resa conto che perfino nel condividere i messaggi più costruttivi, quelli che contengono indicazioni concrete per fornire supporti ed aiuti, si finisce per gravarsi di una targa (magari non condivisa, né condivisibile) come un partito, una organizzazione più o meno politica o confessionale tanto da chiedersi se questa sia solo una occasione di pubblicità, piuttosto che una emergenza umana.

venerdì 19 agosto 2016

Il mare è cieco


Guardavo il paesaggio notturno: il fascino dei riflessi di luce, gli aloni, la scintilla oscillante sull'albero maestro, lo sciabordio delle onde ed ancora polvere di specchi sulla superficie dell'acqua. 
Mare come inchiostro, che non si può fermare in una immagine: nessun obiettivo vede quello che vedono gli occhi... e poi il firmamento. 
Mille punti di luce bianca, come un ricamo paziente, grappoli di paillettes sospese...
Il mare non vede le stelle:  l'acqua resta di inchiostro, è cieca, non percepisce gli astri lontani. 
Affoga negli abissi la freccia di luce tracciata dal  foro di un punto di cielo e scompare inghiottita. Non ne restano tracce sulla superficie increspata dal vento, ma solo lo strascico dell'astro notturno, che va tramontando: gocce di sangue sul velo d'argento.

giovedì 28 luglio 2016

Come percepisco (recensisco) i social

Accompagnando per mano la mia privacy all'ingresso della grotta che scende verso gli inferi affollati di tutta la gente che rimane chiusa in casa davanti al suo personal computer, finestra sul mondo del terzo millennio (che mi fece bannare senza appello) io le dissi (alla privacy) parafrasando il sommo poeta: "Perdete ogni speranza..." e quindi ci addentrammo.

martedì 26 luglio 2016

Mangiare con Feuerbach

E insomma, l'ultima volta che ho invitato al mio umile desco un personaggio famoso (era Dostoevskij) Marilena, l'autrice dell'iniziativa parole di contorno, che si occupa appunto di soddisfare le papille gustative di questi personaggi importanti, mi ha voluto ricordare che avrei un conticino in sospeso con un certo Immanuel Kant: è vero, lo avevo nominato nel primo post che ho dedicato all'iniziativa di Marilena, ma in verità le mie resistenze... resistono (che resistenze sarebbero sennò?) e proprio non ce la faccio ad invitare lo sputacchiatore solitario di carne di vitello, ma per rispondere all'aspettativa della fata, senza far torto a nessuno, ho pensato di restare nell'ambito filosofico, premiando qualcuno che ho nominato abbastanza spesso nei miei post di cucina (e non soltanto). Si tratta del nostro Feuerbach, il buon vecchio Ludwig, il cui notissimo aforisma, l'uomo è ciò che mangia, ha fornito pretesto per discutibili spiritosaggini introduttive di alcune delle mie vecchie ricette.

La fanciulla del bosco

Questo post è dedicato alla mia amica Patricia ed alla sua simpatica iniziativa di luglio #insiemeraccontiamo11: si tratta, come qualcuno dei miei lettori ricorderà,  di un gioco di scrittura al quale partecipano diversi blogger amici, sviluppando un breve racconto da un incipit ideato dalla nostra comune amica. Ci ho provato, anche se il rispetto delle regole non è esattamente il mio punto di forza...

Incipit (di Patricia)
Odore di muschio. Di foglie in decomposizione. Nel bosco, sotto a quel guazzabuglio di querce olmi e acacie, alte da sembrare volerlo solleticare e spesso da oscurarlo, il cielo era sparito. Si chinò ad annusare lo stesso odore di allora quando....