Passa ai contenuti principali

L’ombra di Peter Pan


Chi si ricorda di quando Peter ha perso la sua ombra? Sembra che la signorina si fosse offesa ed avesse deciso di andare in giro per conto suo. Fu dura per Peter ricondurla a più miti consigli e riportarla a fare il suo dovere, ben attaccata ai suoi piedi.

Già, era l’ombra immateriale? O lo era diventato il corpo di Peter?

No, mi si obietterà che per non proiettare ombra non è necessario essere incorporei, basta essere trasparenti, lasciarsi attraversare dalla luce senza né rifletterla, né rifrangerla, perché sennò, anche senz’ombra un qualche riflesso sarebbe visibile.
Già, ma Peter perdette l’ombra soltanto, magari poteva proiettare un riflesso iridescente: la fiaba non lo dice.
E dove sarà stata collocata l’anima di Peter? Nel suo corpo senz’ombra o nella sua ombra solitaria e ribelle?
Quante ombre possono vagare nell’anima di un bambino o di un uomo o di una donna? E sarà meglio perderle o ritrovarle ombre siffatte?
Perché Peter era arrabbiato con la sua ombra? Perché uno dovrebbe importarsene qualcosa se la perde? A cosa serve avere l’ombra?
Forse sono i raggi del sole che ci accarezzano, senza attraversarci e sanno riconoscerci, ridisegnando fedelmente su ogni sasso, su ogni muro, su ogni filo d’erba il nostro contorno.

Magari Peter era dispiaciuto che il sole non potesse più riconoscerlo.
Il padre sole non riusciva a vederlo: deve essere triste quando un padre non ti vede neanche. Magari era per questo che desiderava restare bambino: i bambini, almeno, hanno la mamma che li cura.


È così lontano, distante e cattivo il mondo dei grandi!
Quante ombre Peter, quante ombre son volate verso il sole, raminghe e fuggiasche, dissolvendosi fra le nuvole superbe! Ma tu la tua piccola ombra dispettosa l’hai cercata dappertutto: tu pensavi, lei pensava, ma come si fa? L’ombra non è neanche proprio una cosa reale, ma senza di lei non c’è realtà: buffo, no? E l’anima dov’è? Lì, il tuo sorriso, il tuo sguardo di bimbo … torna a casa Peter: si è fatta ora!

Commenti

  1. "perché quando l'intenzione incontra la forma,
    la mente è il proiettore ed il corpo l'ombra"
    oggi scrivo la danza delle ombre, mi stavo documentando su quelle famose, apprezzo sinceramente questa tua pagina densa di idee e scevra di retorica, grazie
    Alberto

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

La globalizzazione del pettegolezzo e la spettacolarizzazione del dolore

Mio nonno diceva: "Cala il bastone e volano gli stracci". Un proverbio antico, attinto all'atavica saggezza popolare, che contiene una verità profonda. Quando cala la scure moralizzatrice dall'alto degli scranni mediatici dei nostri intellettuali, manco a dirlo, volano gli stracci! Ora mi è capitato di leggere questi sermoni moralizzatori a proposito della penosa vicenda di cronaca accaduta ad Ischitella in provincia di Foggia, dove si è consumata la più feroce vendetta trasversale da parte del solito uomo che ha ucciso la figlia quindicenne della ex compagna, rea di averlo lasciato e di essersi poi resa irreperibile per sfuggire alle persecuzioni dell'ex. 
Lui si è poi suicidato, sottraendosi quindi alla giustizia umana, mentre la madre ha manifestato rabbia e dolore sui social, facebook per l'esattezza, complice il profilo pubblico (che facebook propone in automatico, salvo scegliere poi opzioni diverse). La donna inoltre (udite, udite!) si è prestata anche …

Le sette (vere) poesie più brevi al mondo

Voi vi chiederete il perché di una curiosità così insolita e potenzialmente controversa ed anche il perché proprio sette poesie: il motivo forse è che ho amato la corrente cosiddetta ermetica o anche perché un elenco limitato ben si coniuga con le poche parole della poesia breve ed infine perché sia l'uno che l'altra contengono un non so che di oracolare, che viene più facilmente impresso nella mente.

IL NUMERO
Sette è un numero magico: è uno dei più importanti numeri primi (cosiddetti) ed in qualche modo c'è sempre una mitologia che accompagna i principali numeri primi:

22 Settembre: Equinozio d'Autunno

Siamo abituati a pensare che l'autunno inizi il 21 settembre, perché così vuole il nostro calendario ufficiale. In realtà invece, il calendario che usiamo è un po' sfasato rispetto all'anno astronomico (che corrisponde alla durata del giro di rivoluzione della terra intorno al sole) ed è per questo che ogni quattro anni dobbiamo aggiungere il 29 febbraio per recuperare una migliore corrispondenza tra il calendario ufficiale e quello astronomico. In realtà l'autunno comincerà oggi, esattamente alle 22,02 nel nostro fuso orario perché esattamente in quel momento i raggi del sole cadranno perpendicolarmente all'asse terrestre all'equatore. 
Google ci ha ricordato l'evento con un simpatico doodle animato: un topino con la gola avvolta in una sciarpetta rossa, che saltando su un tappeto di foglie secche finisce per infilarsi nella sua tana al calduccio a bere una tisana bollente. Questo è un piccolo vantaggio della informatizzazione perché fino a non moltissimi…