La fantasia al potere: Duranadam

19/06/2013

Dopo la brutalità  e la violenza usate nei giorni scorsi dalle forze governative turche per lo sgombero del Parco Gezi ad Istanbul, da ieri è nata una nuova forma di protesta: il Duranadam, che vuol dire "l'uomo che sta fermo", immobile, come capita di vedere a volte un mimo in alcune strade delle nostre città.
Una  protesta assolutamente pacifica lanciata dall'artista Erdem Gunduz e ripresa da molti altri manifestanti che si sono raccolti in piazza Taksim in piedi, immobili  senza parole, né cartelli, ma solo la bandiera turca, a fronteggiare le forze di polizia che impediscono l'accesso al parco Gezi.
Solo la presenza  ...
La prima azione dimostrativa è durata per otto ore, accompagnata dall'appello per una protesta nazionale: fermarsi alle otto di ogni sera e diventare un Duranadam.
Oggi questa nuova forma di denuncia silenziosa si è estesa ad Ankara, a Smirne ed in altre città turche dove centinaia di cittadini restano fermi in piedi a sfidare l'autorità.
Nei giorni dell'occupazione del parco sono morte quattro persone, circa 7.500 i feriti, centinaia gli arresti, compresi soccorritori, avvocati, fotografi ...

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