I papabili del Quirinale

Grande fermento per l'inizio delle votazioni del Presidente della Repubblica: rotture, intrighi, tradimenti, sviolinate e tutta la gamma di stranezze che il genere umano è capace di esprimere nelle relazioni sociali in specie quando implicano aspettative di successo e rapporti di potere.
Vediamo chi sono questi papabili del Quirinale, chi ne propone la candidatura e quale significato la candidatura ed eventualmente l'elezione di ciascuno di essi potrebbe rappresentare.

Corre l'obbligo di iniziare dal candidato del partito di maggioranza:

  • Sergio Mattarella: è l'indicazione di voto che Matteo Renzi ha dato al suo partito. Mattarella ha 73 anni, è originario di Palermo e nasce in politica all'interno della vecchia guardia della Democrazia Cristiana, deputato per la DC nell'83, in seguito passa al partito popolare ed alla Margherita, quindi transita nell'Ulivo e nel PD. Attualmente è un giudice costituzionale. Secondo il  progetto governativo Mattarella verrebbe votato unanimemente dai grandi elettori del PD a partire dal 4° scrutinio.
Beppe Grillo, dopo le consultazioni sul suo blog ha pubblicato i nomi dei papabili, che sono:
  • Ferdinando Imposimato, ha 78 anni ed è nato a Maddaloni in provincia di Caserta, è un magistrato e presidente onorario della Corte di Cassazione. Si tratta di un nome di alto profilo e prestigio, associato alla lotta alla delinquenza organizzata ed al terrorismo, colpito lui stesso dalla camorra (che nell'83 gli ha ucciso il fratello Franco) non appartiene ad alcun partito ed è stato scelto dall'ONU come simbolo di giustizia, gode di stima e credito internazionale. Si piazza nel sondaggio di Grillo al 32% delle preferenze degli iscritti M5s, quindi al 1° posto ed in queste ore viene votato dagli elettori dei 5 stelle.
  • Romano Prodi, ha 74 anni, anche lui nasce in politica con la Democrazia Cristiana e quindi trova nell'Ulivo il suo centro di aggregazione ed incontro con la sinistra politica. Alle precedenti elezioni presidenziali in aprile 2013, pur essendo stato indicato come candidato ufficiale all'unanimità dai grandi elettori dell'area PD è stato silurato da una defezione dell'area più moderata del partito: secondo i calcoli fatti all'epoca si trattò di una "carica dei 101", cioè 101 voti mancanti nell'area PD. Poco dopo questa sconfessione clamorosa, in dicembre 2013 Renzi veniva eletto segretario del PD e quindi in febbraio 2014 presidente del Consiglio. Prodi nel sondaggio di Grillo ha raccolto il 20% dei consensi degli iscritti M5s ed a partire dal 4° scrutinio, se sul suo nome dovesse realizzarsi la convergenza di altre aree politiche (leggi dissidenti vari ed eventuali) sarebbe la 2° scelta del movimento.
  • Nino Di Matteo, si tratta fin qui del nome più giovane: 54 anni da compiersi ancora il prossimo aprile ed è un magistrato originario di Palermo, figura garante per l'impegno contro la corruzione, si è occupato tra l'altro dell'oscura storia della trattativa stato-mafia, cosa che gli ha procurato non pochi guai, essendo stato anche deferito alla sezione disciplinare del CSM. Di Matteo raccoglie il 13% dei consensi degli iscritti al M5s.
Berlusconi sembra non gradisca Mattarella e sembra voglia votare scheda bianca ad oltranza anche al 4° scrutinio ed eventuali successivi.
Altri nomi che pure sono stati fatti nei giorni scorsi (Amato, Finocchiaro, Feltri) oggi sembra abbiano perduto spessore, ma stante il conflitto creatosi tra FI e PD e l'apertura dimostrata in questa circostanza dal M5s e considerata l'ampiezza delle aree di dissidenza, tutta la situazione al momento risulta ancora fluida: numeri alla mano alla fine qualche zona di alleanza e quindi un compromesso con la stessa si renderà probabilmente necessario. 

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