Passa ai contenuti principali

Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati

Sono un paio di giorni che continua a ripresentarsi alla mente questa famosa frase di Brecht:

"Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati"

Dovrò parlarne per liberarmene... non riesco a collocarla in un'opera specifica, ma si tratta di una di quelle frasi, riprese spesso in occasioni e fatti di attualità diversi,  ed in merito alla quale sono stati scritti fiumi di parole. Anche questa mia riflessione probabilmente è stimolata da qualcosa che ho sentito in giro, dunque, vediamo:
cosa vuol dire dalla parte del torto?

Ecco: la parte del torto è quella dei diseredati, quella di coloro che non hanno voce o la cui voce non viene ascoltata. Allora perché non dire dalla parte degli ultimi e dei miseri, visto che, sul piano logico non è affatto escluso che essi possano avere ragione e che anzi, di fatto, ce l'abbiano avuta in tante occasioni? Certo sul piano logico  è così, ma sul piano storico e su quello di realtà le cose sono messe diversamente...

Chi è più forte di solito non si limita a sopraffare il più debole, ma dopo ne scrive o ne racconta la storia ed attraverso la narrazione più o meno pubblica, vuole conquistare anche la propria vittoria morale: il più debole viene screditato, accusato di qualunque cosa, sicché alla fine non figura che ha subito un torto, ma soltanto che ha avuto torto.
In questo gioco la maggioranza della gente trova invariabilmente il proprio tornaconto nell'allinearsi al più forte (non conviene farselo nemico, ad averlo per amico se ne può essere protetti o trarne altri vantaggi, etc.) fornendo la base del consenso  sociale che basta a rendere credibile la storia scritta dai forti, quelli capaci di dare voce alle proprie ragioni.

Insomma avere torto ed avere ragione sono circostanze che sul piano logico hanno un significato e su quello storico un altro e diverso significato.

Quando nel corso della storia dell'umanità avvengono rivolgimenti politici e di potere, i libri vengono riscritti, oppure quando uno studioso si focalizza nell'approfondimento di fatti avvenuti in un passato molto remoto, rispetto al quale l'analisi critica è libera da pressioni politiche attuali, abitualmente scopre cose diverse da quelle ripetute e note nei luoghi comuni, conosciuti più o meno da tutti e raccontati nei testi della scuola elementare.

Dunque "ci sedemmo dalla parte del torto..." ben consci di quanto questo  significhi effettivamente.

Nessuno è esente da errori, tanto meno chi viene vessato, umiliato e tenuto in stato di intimidazione, trattandosi, come è evidente, di circostanze che possono ingenerare reazioni di rabbia, di frustrazione e di impotenza, tutte cose che non aiutano a conservare una vigile freddezza e razionalità, dunque possiamo sbagliare, se siamo seduti dalla parte del torto ed offrire il fianco a chi aspettava appunto l'occasione giusta per massacrarci anche moralmente e dimostrare con questo la propria superiorità, per cui qualunque cosa noi abbiamo subito, l'abbiamo meritata per la nostra piccolezza, stupidità, cattiveria, incapacità ed inadeguatezza.

Non nutrendo ambizioni di successo, resterò seduta anche oggi dove mi accade di trovarmi spesso.
I compagni di banco si avvicendano: in questi giorni ho visto passare Ilaria Cucchi: pare che infine (e ce ne è voluto di tempo) sia stato individuato qualcuno dei responsabili del pestaggio del fratello Stefano e... la signora si è guadagnata una denuncia (c.v.d.) ma sarà infine la verità?
Certo i processi non si fanno su facebook (i linciaggi casomai) però come evitarlo?
Se uno si trova seduto da questa parte del banco...



Commenti

  1. Ciao Clara,
    Una bella analisi di una bella frase.
    Ti mando un abbraccio

    Poiana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie :-) cercherò di non deluderti!

      Elimina
    2. Non vedo come potresti farlo :)
      Ti auguro una dolce notte e tanti bei sogni

      Poiana

      Elimina
  2. Molto d'accordo con la tua analisi. Brava!

    RispondiElimina
  3. in effetti dalla parte del torto ci sono più posti liberi...

    RispondiElimina
  4. Condivido lo spirito dell'articolo, pur credendo che la frase nel titolo dica elegantemente qualcosa di meno elaborato: Semplicemente vuol dire che tutti pretendono di avere la ragione in tasca.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

La globalizzazione del pettegolezzo e la spettacolarizzazione del dolore

Mio nonno diceva: "Cala il bastone e volano gli stracci". Un proverbio antico, attinto all'atavica saggezza popolare, che contiene una verità profonda. Quando cala la scure moralizzatrice dall'alto degli scranni mediatici dei nostri intellettuali, manco a dirlo, volano gli stracci! Ora mi è capitato di leggere questi sermoni moralizzatori a proposito della penosa vicenda di cronaca accaduta ad Ischitella in provincia di Foggia, dove si è consumata la più feroce vendetta trasversale da parte del solito uomo che ha ucciso la figlia quindicenne della ex compagna, rea di averlo lasciato e di essersi poi resa irreperibile per sfuggire alle persecuzioni dell'ex. 
Lui si è poi suicidato, sottraendosi quindi alla giustizia umana, mentre la madre ha manifestato rabbia e dolore sui social, facebook per l'esattezza, complice il profilo pubblico (che facebook propone in automatico, salvo scegliere poi opzioni diverse). La donna inoltre (udite, udite!) si è prestata anche …

Le sette (vere) poesie più brevi al mondo

Voi vi chiederete il perché di una curiosità così insolita e potenzialmente controversa ed anche il perché proprio sette poesie: il motivo forse è che ho amato la corrente cosiddetta ermetica o anche perché un elenco limitato ben si coniuga con le poche parole della poesia breve ed infine perché sia l'uno che l'altra contengono un non so che di oracolare, che viene più facilmente impresso nella mente.

IL NUMERO
Sette è un numero magico: è uno dei più importanti numeri primi (cosiddetti) ed in qualche modo c'è sempre una mitologia che accompagna i principali numeri primi:

22 Settembre: Equinozio d'Autunno

Siamo abituati a pensare che l'autunno inizi il 21 settembre, perché così vuole il nostro calendario ufficiale. In realtà invece, il calendario che usiamo è un po' sfasato rispetto all'anno astronomico (che corrisponde alla durata del giro di rivoluzione della terra intorno al sole) ed è per questo che ogni quattro anni dobbiamo aggiungere il 29 febbraio per recuperare una migliore corrispondenza tra il calendario ufficiale e quello astronomico. In realtà l'autunno comincerà oggi, esattamente alle 22,02 nel nostro fuso orario perché esattamente in quel momento i raggi del sole cadranno perpendicolarmente all'asse terrestre all'equatore. 
Google ci ha ricordato l'evento con un simpatico doodle animato: un topino con la gola avvolta in una sciarpetta rossa, che saltando su un tappeto di foglie secche finisce per infilarsi nella sua tana al calduccio a bere una tisana bollente. Questo è un piccolo vantaggio della informatizzazione perché fino a non moltissimi…