Recensione di "Mille splendidi soli" di Khaled Hosseini

La prima cosa che mi ha colpito, quando ho cominciato a leggere questo libro, è stata la prefazione scritta dallo stesso autore. Non mi era mai capitato prima di trovare in un romanzo di uno scrittore famoso una prefazione dell'autore: mi è sembrato un gesto di una semplicità ed umiltà tali da ispirarmi immediatamente simpatia. Hosseini è di origini afghane, ma vive negli Stati Uniti e, per chi non lo conoscesse, è anche l'autore di "Il cacciatore di aquiloni" da cui è stato tratto l'omonimo film. "Mille splendidi soli" è la storia di due donne molto distanti tra loro per il ceto, l'età, l'educazione ricevuta e la cultura: due donne che ben poco avrebbero in comune se le vicende della vita e della guerra non ne avessero unito i destini. 

Mariam è una harami, una figlia illegittima di un uomo benestante, che ha un'altra famiglia: una donna quindi, che fin da bambina ha vissuto, l'abbandono, l'illusione e l'inganno della persona più cara. Ha imparato presto la piccola Mariam che il suo destino sarebbe stato quello di essere relegata in un canto, nascosta come una vergogna pubblica ed infine di soccombere agli infidi risentimenti della legittima moglie di suo padre. Una figliastra di cui liberarsi al più presto e perciò data in sposa ad un pretendente molto più anziano di lei. Un uomo violento e brutale, un vedovo che dopo aver seppellito la prima moglie ed un figlio, non ha trovato più da accasarsi. Mariam dovrà imparare presto cosa sia il terrore nelle mura domestiche: la sua incapacità di portare avanti una gravidanza inoltre esacerba ulteriormente nel tempo l'odio del marito. Malgrado l'inferno fatto di segregazione e pestaggi quotidiani, Mariam si sforza per sentirsi in qualche misura accettata: svolge con attenzione tutti i compiti ed i doveri di una moglie ed in qualche modo nutre una forma di affezione verso l'uomo che ha sposato.

Lo scenario cambia quando a causa della guerra Laila, la seconda protagonista del romanzo, perde la propria famiglia e, soccorsa da Mariam dopo un'esplosione, viene ospitata nella sua casa. Laila è una ragazza cresciuta con l'amore per la cultura e lo studio, proviene da una famiglia moderna dove ha sempre goduto di libertà e rispetto. Il marito di Mariam prenderà la ragazzina, appena quattordicenne, come seconda moglie e Mariam finirà per amarla come la figlia che non ha avuto. Le due donne tenteranno inutilmente di sottrarsi al dominio del marito violento e l'epilogo è l'unico prevedibile in una vicenda come questa...

Una narrazione semplice, avvincente, con una notevole capacità di analisi dei personaggi femminili: l'ingenua inesperienza di Mariam per la quale il marito è tutto il mondo che ha conosciuto ed al quale deve adattarsi, dandosi spiegazioni e sminuendo i propri sentimenti e le proprie impressioni. Dall'altra parte all'inverso, la consapevolezza impotente di Laila, che comunque viene costretta a subire inganni e violenze dal marito e della cultura dell'estremismo islamico. Un'eroina, che è una donna qualunque, ma capace infine di donare la sospirata libertà e la felicità, capace di sacrificarsi fino in fondo per chi ama. Una storia che lascia quel filo di rimpianto ("avrebbe voluto... le sarebbe piaciuto...") di una vita negata e tuttavia vissuta intensamente con quell'eroismo silenzioso che solo alcune donne posseggono.

Commenti

  1. Un libro stupendo,Sfinge. Struggente e doloroso, forte e delicato nell'affetto che le due donne provano una per l'altra, nel sapersi sacrificare per l'altra.
    Un libro che insegna molto e molto dà ma snche prende perchè tira fuori dal lettore nostalgia,dolore, rabbia, commozione.
    Credo sia una lettura che tutti debbano fare.

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    Risposte
    1. Si e ti dirò che è stato il primo libro che ho letto di questo autore... del cacciatore di aquiloni ho solo visto il film. Notte Patricia :-)

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    2. Anche per me è stato il primo poi ho proseguito con Il cacciatore di aquiloni e con l'eco rispose.
      Film nen ne ho visti ma preferisco così. Ho un ricordo msgico dei libri enonvorrei rovinarlo.

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