Torre Del Greco: Il bello da vedere

Ogni volta che sui social qualcuno denuncia il degrado urbano di Torre Del Greco, c'è sempre qualcun altro, che invece di unirsi a coro, rimbrotta i concittadini lagnosi: "Solo l'immondizia vedete?" chiede l'internauta torrese, contrariato dalla cattiva pubblicità che certe denunce rappresentano per commercianti, ristoratori e quanti sulle attrattive culturali e turistiche della città costruiscono il proprio lavoro. Bene, probabilmente è anche giusto presentare la città nella sua interezza, ed accanto al riconoscimento dei difetti, decantarne le virtù. 

Torre Del Greco gode di una posizione geografica invidiabile ed incantevole, collocata tra il Vesuvio ed il mare: clima e vegetazione tipicamente mediterranee. Serre per la floricoltura, pineta, spiaggia, rocce vulcaniche, panorami superbi e splendide zone collinari sono solo alcune delle attrattive naturali del luogo. In Campania è il quarto Comune per popolazione, ma è anche una cittadina antica con una sua storia e diverse strutture architettoniche d'epoca. Da bambina mio padre mi raccontava che la cittadina portava questo nome per aver vissuto sotto la dominazione di un greco, della cui liberazione, avvenuta in seguito ad una sommossa popolare poi, si festeggiava la ricorrenza nella festa dei quattro altari. Le cose non stanno proprio così, tuttavia qualcosa di vero c'è nella leggenda ascoltata da bambina. 

A Torre in effetti abbiamo le antiche torri saracene, edificate sulle coste per proteggere la popolazione dalle incursioni piratesche delle navi saracene per l'appunto. La denominazione del luogo era Turris octava, l'ottava torre sulla costa, scendendo da Napoli. Greco invece era il vino prodotto nei locali vigneti, che, sembra fosse particolarmente gradito alla regina Giovanna D'Angiò. Le ricostruzioni e le ipotesi storiche non sono tutte fra loro concordi. La cittadina ai primordi, come aggregato abitativo, esisteva già fin dall'epoca romana, quale estensione residenziale di Ercolano e, nel corso della storia, tra un'eruzione e l'altra, ha visto avvicendarsi diverse dominazioni: di fatto era un feudo che solo nel 1699 ha riacquistato diritto di possesso del proprio territorio, non a seguito di una sommossa, ma grazie ad un atto di compravendita (a riprova del fatto che i torresi sono più commercianti che guerrieri!). 


Il 18 maggio 1699 venne realizzato il riscatto dall'ultimo proprietario, il marchese di Monforte ed è a questo riscatto, legato ad un considerevole sacrificio economico di tutti i cittadini (106.000 ducati!) che è da farsi risalire la tradizionale festa dei quattro altari, tutt'ora celebrata nella cittadina all'inizio dell'estate. Le attività tradizionali del luogo sono la pesca, tutte le attività marittime, la lavorazione del corallo, la floricoltura, la produzione di pinoli e la coltivazione di viti. 




Il primo sindaco della città è stato Giovanni Scognamiglio, dopo che, sotto la dominazione di Giuseppe Bonaparte ad inizio '800, la cittadina ha acquisito la propria municipalità. A Torre Del Greco vale sicuramente la pena di visitare la villa di Leopardi, dove il poeta ha vissuto negli ultimi anni della sua vita. Al brullo ed affascinante paesaggio, fatto di pietra lavica e lussureggiante vegetazione delle falde vesuviane, Leopardi ha dedicato il suo componimento "La ginestra". Oggi la Villa delle Ginestre è appunto una delle ville vesuviane costruite tra il '600 ed il '700,  presenti sul territorio cittadino, tra le altre ricordiamo: Villa Prota, Villa Macrina, Villa del Cardinale ed il Palazzo Vallelonga. Tra gli edifici storici vanno annoverate anche diverse chiese, tra le quali la più significativa per i cittadini, quella che simbolicamente rappresenta il campanile della città, è la basilica di Santa Croce (1794) antistante l'omonima piazza.

Naturalmente meritano di essere visti i due musei del corallo, dove si coltiva l'antica arte di lavorazione ed incisione di coralli e cammei con produzione di lavori realmente notevoli: una tradizione di artigianato d'arte, che dura da secoli ed a cui è dedicata l'antica scuola di maestri d'arte,  attualmente derubricata a liceo artistico, di piazza Palomba, sede di uno dei musei.

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