Marginalità intellettiva e disagio scolastico

Ad ottobre tipicamente si ripropongono per insegnanti, genitori, specialisti, ma soprattutto per i bambini stessi ed i ragazzi che frequentano le scuole, i problemi legati alle situazione di difficoltà ed insuccesso scolastico.
La difficoltà scolastica naturalmente pone in primo luogo l'esigenza di un inquadramento che mettendone a fuoco le cause, suggerisca anche gli strumenti utili per affrontare con successo il problema che si presenta. Nella maggior parte dei casi comunque le radici del disagio sono da ricercarsi in un problema cognitivo, sociale o anche di tipo affettivo e relazionale.

La disabilità intellettiva nelle classificazioni precedenti veniva etichettata come ritardo: nella nuova nomenclatura diagnostica questa parola è scomparsa, ma ciò che è cambiato di più importante sta nella classificazione tanto del ritardo quanto di quella che una volta veniva considerata marginalità intellettiva, ovvero funzionamento intellettivo limite nel vecchio DSM IV.
Il funzionamento intellettivo limite come categoria diagnostica è a sua volta scomparso nel DSM 5 ed inoltre la classificazione in lieve, medio, grave e gravissimo (che resta invece) non è più fondata sulla cifra espressa dal Q.I. ma su altri qualificatori.

La vecchia categoria del Funzionamento intellettivo limite era definito nella vecchia nomenclatura come fascia di marginalità con Q.I. compreso tra 71 ed 84: si tratta di una categoria di persone, che non hanno smesso di esistere in realtà e  che vengono costantemente segnalate dalla scuola, essendo il loro livello di prestazione e capacità di apprendimento decisamente al di sotto della media dei compagni. Rientrerebbero in effetti anche nella categoria dei disturbi di apprendimento non specifici (DA non S): si tratta di bambini e ragazzi che in una società meno avanzata ed esigente, ma anche semplicemente al di fuori dell'ambito scolastico, non differiscono quasi in nulla dai compagni: possono essere un pò più limitati nella iniziativa o avere minori abilità nell'intuire soluzioni, potrebbero tendere ad essere a volte più gregari, ma in fondo anche in questo simili a tanti altri compagni.

Questi bambini rientreranno comunque nella categoria della disabilità intellettiva lieve: si è voluto privilegiare evidentemente l'importanza dell'aspetto funzionale: in effetti da un punto di vista pratico può non rappresentare una differenza rilevante se un bambino ha 70 piuttosto che 75 di quoziente intellettivo. Le difficoltà saranno simili in entrambi i casi, ma la cosa ha invece rilevanza sotto il profilo medico legale: infatti finché il ritardo mentale lieve era quello con quoziente da 50 a 70 e definito in questo modo, non era lecito diagnosticare come ritardo il bambino con Q.I. di 75, il che non gli dava diritto agli eventuali supporti alla integrazione scolastica da L.104/92 ma di certo non gli risolveva i problemi. Privilegiando il criterio funzionale invece con l'utilizzo dei qualificatori di ambito concettuale, sociale e pratico, sarà possibile diagnosticare la disabilità intellettiva laddove vi siano comunque delle difficoltà in modo da offrire ai bambini  l'aiuto di cui hanno bisogno.

D'altro canto gli insegnanti ed operatori scolastici dovranno verificare di volta in volta, nel caso delle disabilità lievi, la possibilità del loro allievo di apprendere effettivamente i contenuti della programmazione della classe, dato che in questa categoria diagnostica verranno collocate persone con capacità sostanzialmente differenti, alcune delle quali se ben orientate con strategie calibrate, sono in grado di accedere pressoché a tutti i contenuti programmatici delle classi frequentate.

Sia i genitori che gli insegnanti possono ora porsi in maniera più elastica e meno rigida rispetto al bambino in difficoltà, considerando anche che la misurazione intellettiva non è un'etichetta tatuata a vita, ma che effettivamente e specie nella età evolutiva il percorso maturativo può variare nei tempi e nei ritmi e per i nostri ex marginali la prospettiva resta comunque quella di una vita autonoma e normale.

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